Ustioni e scottature

Le ustioni sono lesioni dei tessuti che possono essere provocate dal contatto con il calore elevato (fiamme, metalli e liquidi bollenti) o con sostanze chimiche (come soda caustica e acido muriatico). Nelle ustioni è caratteristica la lesione acuta della pelle, che può andare dal semplice arrossamento accompagnato da dolore locale (ustioni di primo grado) alla formazione di bolle ripiene di liquido sieroso e trasparente (ustioni di secondo grado). In quelle più gravi (ustioni di terzo grado) si verifica la perdita della vitalità dei tessuti. La prima cosa da fare, in caso di ustione, è di eliminare al più presto la causa spegnendo le fiamme sugli abiti con acqua o soffocandole con coperte o simili (niente di sintetico!). Vanno allontanati, poi, tutti gli oggetti metallici bollenti e gli abiti imbevuti di sostanze chimiche. La cosa più importante da fare, nei casi più seri, è chiamare un'ambulanza o rivolgersi al Pronto Soccorso. Le scottature solari sono un problema ricorrente, in montagna come al mare. L'esposizione al sole senza un'adeguata protezione, infatti, causa facilmente un eritema superficiale doloroso e, nei casi più gravi, l'insorgenza di vesciche. Spesso il tutto è accompagnato da una congiuntivite (provocata dal riverbero dei raggi ultravioletti al mare o sulla neve) e da un aumento della temperatura corporea (febbre).

Quanto è grave

L'ustione è una lesione dei tessuti provocata dal contatto con calore elevato o con sostanze chimiche, per esempio gli acidi, le basi e i solventi. A seconda della loro gravità, le ustioni si suddividono in tre tipi: 

  • di primo grado(la più lieve), quando la pelle è solo arrossata e si avverte un dolore bruciante ma sopportabile;
  • di secondo grado, quando l'ustione rende la pelle gonfia, dolente, arrossata e cosparsa di vescicole piene di liquido (le ustioni meno gravi cicatrizzano nel giro di qualche settimana, quelle più profonde richiedono tempi più lunghi);
  • di terzo grado(la più seria), quando la pelle appare annerita e "carbonizzata".

La gravità dell'ustione dipende anche dall'estensione, dalla zona colpita e dalla causa che l'ha prodotta. Un'ustione di III grado ma di piccole dimensioni non rappresenta un pericolo per la vita. Al contrario, un'ustione di II grado molto estesa può essere molto seria. Anche la zona colpita è importante, soprattutto se interessa articolazioni o aree cutanee soggette a stiramento o parti delicate.
Il primo trattamento delle ustioni è il raffreddamento della zona colpita, qualunque sia la serietà del danno, in modo da fermare l'avanzare della lesione procurata dal calore. Per prima cosa è necessario mettere la parte ustionata a contatto con acqua corrente fredda, almeno per cinque minuti. In alternativa si può effettuare un impacco freddo, utilizzando un panno pulito imbevuto di acqua.
Se l'ustione è lieve (di primo grado) questo trattamento è sufficiente per risolvere la situazione. É comunque opportuno rivolgersi al medico per fargli controllare la lesione e la validità della vaccinazione antitetanica (se necessario verrà effettuato un richiamo).
Se si è invece in presenza di ustioni più serie (di secondo e di terzo grado), dopo aver raffreddato la zona colpita con acqua è importante rivolgersi al più vicino Pronto Soccorso oppure chiamare un'ambulanza. Non bisogna in nessun caso applicare pomate, oli né ghiaccio: potrebbero peggiorare la situazione. L'unica cosa che si può usare è l'acqua fredda. In particolare sulle ustioni del viso un panno imbevuto di acqua fredda protegge organi delicati come gli occhi e minimizza eventuali lesioni.
Nel caso in cui gli abiti siano rimasti attaccati alla pelle ustionata non bisogna tentare di staccarli: sarà il medico a effettuare questa delicata operazione.
Se ci si trova nella situazione di dover soccorrere una persona avvolta dalle fiamme, bisogna innanzi tutto spegnere il fuoco soffocandolo con una coperta o con un indumento sufficientemente ampio, evitando indumenti sintetici o materiale di plastica. L'infortunato in questo caso potrebbe aver bisogno di una respirazione artificiale, bocca a bocca, quindi, appena spente le fiamme, può essere necessario controllare che il respiro della persona sia presente, che sia regolare e che la bocca sia libera da sostanze estranee.

Consigli pratici sulle ustioni

Ustioni da calore
Si tratta di lesioni dovute all'azione del calore sui tessuti corporei. Per giudicarne la gravità è bene considerare la profondità dell'ustione stessa e l'estensione rispetto alla superficie corporea. Si tenga conto che maggiore è l'area colpita, maggiore è il numero dei capillari danneggiati. Ciò comporta un'emissione di fluido che concorre ad instaurare uno stato di shock. La perdita di fluido diventa significativa se l'area ustionata supera il 15 per cento della superficie in un adulto o il 10 per cento nel caso di un bambino. L'ustione da calore può infettarsi e, nei casi più seri, può comparire febbre e si può diffondere l'infezione ad altre parti del corpo. Oltre al tipo di ustione (I, II e III grado), all'estensione dell'ustione e alla zona colpita, altri fattori possono condizionare la serietà del danno, ossia il tipo e il calore specifico dell'agente ustionante. In genere le ustioni da liquidi sono più estese, quelle da solidi (per esempio, la marmitta del motorino) localizzate ma più profonde. Indipendentemente dall'estensione, sono considerate "importanti" tutte le lesioni da caustici e da folgorazione che vanno sempre sottoposte a osservazione medica. È molto importante, poi, il tempo di esposizione. Lesioni di uguale intensità (I grado) sono provocate dal contatto per 6 ore con temperature di 45°C, per 2 minuti a 51°C, per un solo secondo a 60°C. Il contatto di un solo secondo con un corpo alla temperatura di 65°C è sufficiente a determinare una ustione di II grado.

Cosa fare
Gli obiettivi del trattamento delle ustioni sono essenzialmente ridurre gli effetti del calore sulla pelle ed impedire l'entrata di germi nell'area. Quindi:

  • nel caso di fiamme spegnete con acqua o con altro liquido non nocivo, oppure soffocatele con una coperta, un cappotto o simili (mai con indumenti sintetici!)
  • freddate l'ustione con abbondante acqua o con impacchi freddi cambiati frequentemente
  • rimuovete dall'ustionato anelli, orologi, indumenti stretti (meglio tagliare la stoffa piuttosto che sfilarli), prima che la parte ustionata si gonfi
  • rimuovete ogni eventuale resto di indumento bruciato e ricoprite la parte con una garza sterile o, in mancanza, con un fazzoletto o un panno pulito; bruciature alla mano o al piede si possono trattare inserendo l'estremità lesionata in un sacchetto di politilene
  • le ustioni di I grado non richiedono particolari interventi: il più delle volte sono sufficienti a ridurre il dolore impacchi ripetuti con acqua fredda: se il dolore è molto intenso si può far ricorso a un farmaco antinfiammatorio non steroideo con attività analgesica. In seguito, per lenire bruciore e prurito residui, può essere impiegata una crema cortisonica a bassa potenza, sempre se la pelle è integra e solo per un breve periodo di tempo
  • le ustioni di II grado superficiali devono essere disinfettate con una soluzione antisettica dopo aver asportato eventuali frammenti di pelle distrutti dall'ustione
  • in caso di gravi ustioni il trattamento è di pertinenza medica: durante il trasporto in ospedale potete iniziare a reidratare il paziente dandogli da bere acqua che contenga un cucchiaino di sale per litro.

In mancanza di un medico, poi, sarà bene:

  • rimpiazzare i liquidi perduti calcolando anche la quantità di liquido persa con l'urina: quest'ultima sarà inizialmente scura e la somministrazione di liquidi per bocca dovrà continuare fino a che non si schiarirà
  • fasciate la parte ustionata solo dopo che le condizioni dell'infortunato si sono stabilizzate e il polso è buono.

Cosa non fare
Di seguito riportiamo un elenco di cose da non fare in caso di ustioni:

  • non bagnare l'ustione con acqua ghiacciata
  • non immergere l'infortunato in un bagno freddo
  • non applicare pomate grasse prima di avere raffreddato la parte
  • non cospargere l'ustione di olio, perché impedisce una accurata pulizia della lesione e, ostacolando la dispersione di calore, fa aumentare il rischio di infezioni
  • non impiegare alcool o sostanze coloranti, tutte tossiche per le cellule
  • se si sono formate delle bolle, evitate di romperle
  • non rimuovere la pelle sulla zona ustionata, anche se sembra staccata

Ustioni da sostanze chimiche
Alcune sostanze chimiche di uso comune (per esempio la varechina, l'acido muriatico e la soda caustica) oppure materiali da lavoro (per esempio la calce viva) possono produrre ustioni anche molto gravi se entrano a contatto con la pelle. Per questo è bene prestare molta attenzione quando si usano questi prodotti (sia in casa che a lavoro) e, se si hanno bambini, fare sempre in modo che siano lontano dalla loro portata. L'ustione può anche infettarsi e nei casi più seri può comparire febbre, con la diffusione dell'infezione ad altre parti del corpo.

Cosa fare

  • sciacquare abbondantemente sotto l'acqua corrente la parte lesionata: se l'ustione è estesa mettere l'infortunato sotto la doccia o immergerlo in una vasca da bagno.
  • liberare l'infortunato dagli indumenti contaminati, facendo attenzione a non venire voi stessi in contatto con la sostanza ustionante
  • nel caso sia interessato un occhio, sciacquare con abbondante acqua corrente (solo acqua!), facendo attenzione che lo scolo non scorra addosso al paziente; quindi bendate l'occhio e rivolgetevi al più vicino ospedale per un consulto
  • se la sostanza ustionante è un acido, sciacquate con acqua addizionata con bicarbonato di sodio

Scottature solari
Un problema ricorrente, in montagna come al mare, sono le scottature da raggi solari. L'esposizione al sole (ma anche alla luce di lampade solari, come quelle utilizzate nei centri estetici) senza un'adeguata protezione, infatti, causa facilmente un eritema superficiale doloroso e, nei casi più seri, l'insorgenza di vesciche. Spesso il tutto è accompagnato da una congiuntivite (provocata dal riverbero dei raggi ultravioletti al mare o sulla neve) e da un aumento della temperatura corporea (febbre).

Come si manifestano
I segni più comuni sono l'arrossamento della pelle, che compare dopo alcune ore dall'esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più seri si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire:

  • malessere generale
  • febbre
  • mal di testa.

La persona colpita va incontro a disidratazione e deve bere abbondantemente. La guarigione avviene nell'arco di alcuni giorni a seconda della gravità dell'ustione, e la comparsa dell'abbronzatura nell'area ustionata va interpretata come un meccanismo di difesa dell'organismo ad eventuali successive esposizioni ai raggi solari.

Cosa fare
In caso di scottature solari sarà bene:

  • ripararsi all'ombra e bere in abbondanza
  • se la scottatura è lieve, applicare impacchi di acqua fresca o tiepida (non troppo fredda) per alleviare il dolore e, successivamente, utilizzare creme dopo-sole emollienti ed idratanti.
  • se la scottatura è seria, si dovrà ricorrere all'aiuto di un medico; se il dolore è molto intenso si può far ricorso a semplici analgesici
  • bere molti liquidi
  • controllare la temperatura con un farmaco antipiretico
  • evitare ulteriori esposizioni al sole.

In caso si manifesti la congiuntivite è bene fare sciacqui con acqua gelata e indossare occhiali da sole o, in alternativa, restare al buio. Sarà bene poi consultare il proprio medico.

Prevenzione
Per prevenire le scottature solari sarà bene non esporsi mai al sole senza creme solari (con un adeguato fattore di protezione) e sempre gradualmente. Ripetute ustioni solari, infatti, possono provocare un precoce invecchiamento della pelle (perdita di elasticità, formazione di rughe) nonché alterazioni della struttura della pelle.
Indicativamente, le persone con pelle molto chiara devono usare prodotti con fattore di protezione elevato per tutto il tempo in cui si espongono al sole, mentre le persone di carnagione scura possono usare prodotti con fattori di protezione più bassi. Applicare un filtro solare sulla pelle però non significa potersi esporre al sole per tutto il tempo che si vuole, ma solo che ci si può esporre più a lungo prima che compaia l'arrossamento.
In caso di nuoto prolungato, poi, è consigliato fare attenzione all'esposizione al sole della schiena e del retro delle gambe.

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