Polmonite

Catarro giallognolo e verdastro o di color marrone con striature di sangue, dolori acuti al torace, febbre alta, brividi, tosse. La frequenza dei battiti del polso e del respiro accelera fino a raddoppiare rispetto al normale. Sono i sintomi più frequenti con cui si manifesta la polmonite, un'infiammazione, di solito acuta, del parenchima (tessuto) polmonare: interessa gli alveoli polmonari (piccole cavità in cui si realizzano gli scambi di gas tra l'aria respirata e il sangue) e il tessuto interstiziale. L'infezione penetra in profondità fino ad arrivare ai polmoni. Qui intere parti di tessuto polmonare sono invase dal catarro che tende a solidificarsi impedendo il passaggio dell'aria. Quando sono coinvolte anche le piccole vie aeree (bronchi e bronchioli) che portano l'aria verso gli alveoli, si parla di broncopolmonite (molto più diffusa, si presenta con sintomi simili ma meno accentuati e si cura come una polmonite). Se la zona colpita interessa solo un polmone si ha la polmonite lobare; se sono colpiti entrambi i polmoni la malattia viene chiamata polmonite bilaterale o doppia.

Polmonite

Nove polmoniti su dieci sono dovute a batteri - in particolare allo Streptococcus pneumoniae - che sono sempre presenti nell'organismo delle persone sane e che normalmente vengono tenuti sotto controllo dai naturali meccanismi di difesa. Quando invece la resistenza dell'individuo è gravemente compromessa da un malattia oppure da un generale stato di debilitazione dovuto a cattive condizioni di salute, questi batteri possono diffondersi in modo incontrollabile. Altri fattori che predispongono alla polmonite sono le infezioni alle alte vie respiratorie, il fumo di sigaretta, l'alcolismo, l'insufficienza cardiaca, le immunodepressioni.I più esposti sono inoltre i bambini e gli anziani, le cui difese sono più fragili. La polmonite di carattere batterico è una frequente complicazione dell'AIDS, mentre la varicella e il morbillo possono dar luogo a serie forme di polmonite virale.

In passato la polmonite era la prima causa di morte: ne era vittima una persona su quattro. Oggi, con l'uso degli antibiotici, il numero dei decessi è diminuito, tuttavia la malattia è ancora considerata grave, soprattutto nei bambini e negli anziani. La polmonite costituisce un evento relativamente frequente nella popolazione generale: le forme a origine infettiva presentano un'incidenza media pari ad una decina di casi per 1000 abitanti ogni anno (quasi 700.000 l'anno). Il più colpito è il sesso maschile.

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Tipi di polmoniti

Si distinguono diverse forme di polmoniti, a seconda della causa. Ci sono delle forme dovute a fattori noti quali:
  • agenti infettivi (virus, batteri, funghi, parassiti)
  • polveri organiche (per esempio polmonite dell'agricoltore, del coltivatore di funghi, da condizionatore d'aria, dell'estrattore dello sciroppo d'acero, del coltivatore di caffè, malattia del lavoratore del formaggio, dell'allevatore di polli, di piccioni, di roditori)
  • polveri inorganiche: silicati (asbesto, silicati di alluminio, talco), carbone (polvere di carbone, grafite), metalli (bario, alluminio, ferro, stagno), polveri miste (ossido di ferro con argento), terre rare (cerio e scandio), solfato di rame
  • polveri chimiche: fibre sintetiche (nylon e poliestere), cloruro di vinile, bachelite
  • gas (ossigeno, cloro, biossido di azoto e di zolfo, metilsocianato)
  • fumi (per esempio ossido di zinco, ferro, manganese, rame, magnesio, stagno, nichel, ottone)
  • vapori (mercurio, resine termoindurenti, idrocarburi)
  • veleni.


Vi sono poi delle forme per le quali non è possibile identificare alcun fattore responsabile della malattia (forme idiopatiche). La più comune è la fibrosi polmonare idiopatica familiare e sporadica.

Segni evidenti
La presenza dell'infiammazione e l'accumularsi di muco, essudato e pus negli alveoli e nelle vie aeree ostacola la funzione respiratoria e determina i principali segni della malattia:
  • febbre
  • cianosi, ovvero colorazione bluastra della cute
  • tosse con espettorato più o meno abbondante (le cui caratteristiche variano in relazione alla natura dell'agente causale)


e sintomi clinici:
  • astenia (una generale debilitazione)
  • riduzione dell'appetito
  • fame d'aria o dispnea nelle forme più gravi.

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Quando rivolgersi al medico

È diventata frequente la pratica d'iniziare un trattamento, di solito a base di antibiotici, in caso di febbre accompagnata da sintomi che interessano le vie respiratorie. In caso di mancata risposta nei primi 3-4 giorni di terapia o se si ha il sospetto di polmonite occorre subito chiamare il medico evitando di curarsi da soli. La polmonite, infatti, necessita di un trattamento medico adeguato.

Questi i principali sintomi che devono "mettere in allarme":
  • dolore acuto al torace, che spesso peggiora quando si tossisce
  • febbre molto alta, superiore ai 38,5°C e accompagnata da brividi, che non accenna a diminuire
  • catarro di colore marrone o striato di sangue
  • frequenza del polso e del respiro doppia rispetto alla norma.


Esami utili
All'esame fisico possono essere rilevati un sensibile aumento del ritmo respiratorio rispetto alla norma (tachipnea) e segni di consolidamento, come i crepitii associati a soffio bronchiale (sindrome causata comunemente da batteri). Per avere immediatamente informazioni sulla natura, l'entità e l'evoluzione dell'infiammazione, va fatta subito la radiografia del torace. Tecniche di immagine più evolute sono rappresentate dalla tomografia assiale computerizzata (TAC) soprattutto ad alta definizione e dalla risonanza magnetica nucleare (RMN).
Per valutare le condizioni della funzionalità respiratoria sono utili le prove spirometriche, mentre le tecniche scintigrafiche che utilizzano radioisotopi permettono di valutare natura e stato di attività di alcune condizioni infiammatorie a carico del polmone.

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