Tipi di intelligenza

Ancora oggi il dibattito è aperto. Si discute se l'intelligenza possa essere considerata come innata, regolata da meccanismi genetici oppure mediata dal contesto di appartenenza e dagli stimoli ambientali. L'ipotesi maggiormente accreditata riguarda l'interazione dinamica tra i due fattori. Cioè ogni contesto eserciterà una specifica influenza a seconda del patrimonio ereditato geneticamente da ogni individuo e ogni individuo con le sue particolari caratteristiche utilizzerà in modo peculiare gli stimoli ambientali.

Tipi di intelligenza
Esiste una sola intelligenza o più intelligenze? Molti studi hanno preso in considerazione soggetti dotati di determinate caratteristiche al di sopra della media e soggetti che avevano subìto delle lesioni che causavano un danneggiamento riscontrabile solo su alcune capacità, lasciando intatte le altre. Dunque soggetti che presentavano punti di forza o deficit che convivevano con dei profili di intelligenza normali. Secondo alcuni ricercatori si può parlare di intelligenze multiple. Le intelligenze multiple rappresentano un insieme di facoltà con un elevato grado di indipendenza.

Si possono individuare 9 tipi di intelligenza:

  • linguistica (poeti, scrittori)
  • logico-matematica (matematici, filosofi, scienziati)
  • musicale (compositori, musicisti)
  • spaziale (architetti, scultori, giocatori di scacchi)
  • cinestesica (danzatori, atleti, attori)
  • interpersonale (psicologi, politici, religiosi)
  • intrapersonale (filofosi, psicologi, religiosi)
  • naturalistica (biologi, naturalisti)
  • esistenziale (capi spirituali, pensatori).

Secondo questa teoria tutti gli uomini possiedono le varie intelligenze e tutti gli uomini sono diversi dagli altri in quanto ognuno di essi presenta una combinazione tra profili unica.

Test di intelligenza

I test d'Intelligenza
Nel corso di un secolo sono stati costruiti innumerevoli test per la valutazione dell'intelligenza o delle "intelligenze". Prenderemo in considerazione i più diffusi.

Il primo test d'intelligenza fu elaborato nel 1905 da Alfred Binet. Il suo test "la scala metrica dell'intelligenza", fu costruito su richiesta del Ministro della Pubblica Istruzione francese per elaborare lo statuto degli insufficienti mentali all'interno della scuola. Questo test ha ricevuto numerose revisioni da parte dell'autore stesso e di altri autori di altri paesi.

Di particolare interesse risultano due concetti: l'età mentale (EM) e il quoziente intellettivo (QI). Per quanto riguarda il concetto di età mentale, esso si riferisce al fatto che in questi test si confronta il rendimento di ogni bambino con il rendimento medio dei bambini della stessa età. Facciamo un esempio: se la maggior parte dei bambini di 7 anni riesce a risolvere una determinata prova che i bambini di 6 anni non superano, allora ad un bambino di 7 che riuscirà a superare la prova verrà assegnata un'età mentale di 7 anni. La stessa età mentale verrà assegnata, in caso di superamento della prova, ad un bambino di 6 anni o ad uno di 8 (nel caso questo non riesca a superare le prove che superano in media i bambini di 8 anni).
Nei primi lavori il concetto di quoziente intellettivo venne concettualizzato come rapporto tra età mentale ed età cronologica. Oggi si preferisce il Q.I. di deviazione. Con questo Q.I. si fissano dei punteggi per ogni età cronologica in modo che il Q.I. medio equivalga a 100. La deviazione standard è di 16. Questo significa che la maggior parte delle persone (il 70 per cento) di una determinata età presenta un Q.I. compreso tra 85 e 115. Al di sotto del punteggio di 85 gli individui vengono considerati subnormali, mentre al di sopra superdotati. Questi test per bambini sono stati criticati perché troppo legati all'ambiente sociale, affettivo e culturale e perché troppo influenzati dal linguaggio.

Il test di intelligenza più utilizzato nella popolazione adulta è noto come WAIS (Wechsler Adult Intelligence Scale). Da questo test sono derivati i test per bambini dai 4 ai 6 anni (WPPSI) e dai 5 ai 16 anni (WISC). Questi test risultano interessanti in quanto viene fatta una distinzione tra prove che richiedono il linguaggio e prove che non lo richiedono (scale verbali e scale di performance). Tra i sub-test verbali una prova è quella di "comprensione". In questa prova si chiede ai soggetti di spiegare il significato dei proverbi, di trovare un senso a delle azioni comuni, di risolvere i problemi della vita di ogni giorno ("perché si lavano i vestiti?"). in questo modo è possibile valutare il "buon senso", la capacità di valutare le situazioni pratiche e di utilizzare le esperienze passate. Tra i sub-test di performance una prova è quella di "Disegno con i cubi". In questa prova vengono forniti al soggetto dei cubi con delle facce di diversi colori e modelli di disegni da riprodurre con i cubi stessi. Si valuta così la rapidità di esecuzione e la capacità di risolvere i problemi.

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