Dolore e attività professionale: il ruolo della psiche

Alcune attività professionali, si sa, comportano un maggior rischio di soffrire di specifiche sindromi dolorose. Chi passa molto tempo al computer, per esempio, può essere interessato da lombalgia, contratture a spalle e braccia, dolore al collo, al polso e alla mano, soprattutto se non si mantengono posture corrette e non si utilizzano dispositivi ergonomici. Attività più intensamente "fisiche", che impongono, per esempio, di sollevare e spostare pesi, possono creare seri problemi alla schiena, così come alle anche, alle ginocchia o al piede. 

In questo secondo caso, imparare a muoversi correttamente e adottare strategie per non caricare troppo muscoli e articolazioni è fondamentale per prevenire dolore, danni muscolari e artrosi. Una recente metanalisi che ha focalizzato l'attenzione sulle sindromi dolorose che possono interessare il personale infermieristico operante in strutture ospedaliere avverte, però, che a incidere su tipologia e intensità dei disturbi non sono soltanto fattori meccanici e dinamici direttamente correlabili ai movimenti eseguiti e alle posizioni assunte. Anche fattori psicologici e sociali legati al luogo di lavoro possono incidere in modo significativo. Alla conclusione, i ricercatori dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona (Spagna) sono arrivati dopo aver esaminato tutti i principali studi sull'argomento reperibili nelle banche dati della letteratura scientifica (MEDLINE-Pubmed), Psychinfo, Web of Science, Tripdatabase, Cochrane Central Controlled Trials, NIOSHTIC, Joanna Briggs Institute of Systematic Reviews on Nursing and Midwifery). Dei 24 studi ritenuti adeguati per la revisione, 17 sono stati anche sottoposti a metanalisi. La valutazione comparata ha segnalato che, nel contesto dell'attività infermieristica, i ruoli e le situazioni caratterizzati da elevate richieste psicosociali (per esempio, l'interazione con pazienti critici o con colleghi in situazioni di stress) e/o da un basso grado di controllo sul lavoro svolto (come tipicamente accade con il personale neoassunto o addetto a mansioni di base) tendono ad associarsi a una maggiore frequenza di lombalgia (+56%), dolore di spalla (+89%), male al ginocchio (+221%) e, in generale, a indolenzimenti variamente localizzati (+38%). In aggiunta, è stato riscontrato un incremento della prevalenza del dolore muscoloscheletrico man mano che aumentava lo squilibrio tra impegno richiesto all'infermiere e gratificazione ricevuta per aver eseguito le proprie mansioni. La mancanza di supporto sociale, invece, tendeva a promuovere soprattutto il mal di schiena (+82%). Oltre a offrire una nuova conferma dell'unità mente-corpo e della correlazione tra benessere psicologico e dolore fisico, questi dati sottolineano l'importanza di prestare maggiore attenzione ai fattori psicosociali sul posto di lavoro, e in particolare negli ospedali, per avere professionisti sanitari più motivati, più in forma e più raramente assenti per disturbi dolorosi di vario tipo. 

Fonte: NienteMale 

 

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